La recensione di Elio Di Michele

Aggiornamento: 5 ott 2021


Scegliete cinque protagonisti delle arti e della cultura del Novecento: Dino Campana, il poeta di Marradi; Camille Claudel, la scultrice francese; Emily Dickinson, la poetessa americana; Tina Modotti, fotografa e pasionaria; Eugenio Montale, il poeta di Genova.

Ma desiderate che vi siano raccontati i loro percorsi biografici e artistici in modo non banale, senza che vengano ripetute informazioni già note e ormai scontate, con linguaggi vari e interdisciplinari: visivi, sonori, tattili…

Questa è l’operazione che sottende al progetto del Collettivo L’albero delle farfalle 2020 composto da Monica Giovinazzi, Emanuela Masini e Gisella Persio.

Colpisce, toccando con mani rispettose i libri realizzati con passione e abilità artigiana, non solo il risultato ma anche e soprattutto lo studio, la fatica fisica e intellettuale, infine il piacere, da parte delle tre, che hanno condotto a un tale risultato. Si rimane incantati, come se si entrasse in un mondo fiabesco in cui ci si perde per poi ritrovarsi più istruiti nel senso più alto che questa parola deve sempre avere.

E il piacere provato da Monica, Emanuela e Gisella scorre dentro la lettrice o il lettore, che sono spinti – e questo è l’altro mirabile aspetto del progetto – a partecipare attivamente a quest’azione culturale, producendo qualcosa di proprio, integrando e ampliando le possibilità infinite che gli sono state offerte.

Non è un caso poi che il tutto sia nato ai tempi del COVID. La fatica e la paura sono state elaborate e sublimate verso la ricerca della grazia, dell’utile, non quello biecamente vantaggioso, ma come tensione alla Bellezza. I materiali di scarto sono stati così recuperati e nobilitati, si sono prodigiosamente trasformati in un oggetto – non solo libro, non solo opera d’arte – che ingloba molti sistemi comunicativi: pittorici, letterari, musicali, e in cui le arti, nell’originario significato di mestieri, hanno dato il loro contributo per un prodotto sorprendente a cui si può avvicinare chiunque: il bambino come l’adulto, chi non sa nulla dei personaggi su cui si è operato o l’esperto che è sorpreso, anch’egli, dai molti altri sentieri che si possono immaginare e percorrere.

Per la mia esperienza di insegnante sono convinto che questi non libri potranno essere utilizzati da parte degli insegnanti di ogni ordine e grado, in quanto sarà certamente utile per ampliare le possibilità di didattica in modo interdisciplinare, collegando con naturalezza arte, letteratura, musica, tecniche compositive, cosicché concretezza e astrazione, le basi più importanti di ogni cammino verso la conoscenza, trovino una felice sintesi.


Elio Di Michele, ex insegnante, scrittore, curioso

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